Sette stilisti italiani e le loro storie: come sono diventati stilisti di successo

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La moda è uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy. Siamo abituati a vedere stilisti italiani di fama mondiale, che mostrano sulle passerelle collezioni di grande successo. Nomi come Valentino, Armani e Versace sono ambasciatori del grande fashion italiano amato e apprezzato in tutto il mondo. Non tutti sanno però, che anche quelli che oggi sono i più grandi stilisti italiani hanno uno storia di gavetta per nulla semplice e lineare.

In questo articolo abbiamo deciso di raccontare le storie di alcuni degli stilisti più famosi e affermati del mondo, per ispirare chi ha nel cassetto ha il sogno di diventare uno stilista di moda affermato. Alcuni di loro addirittura si sono ritrovati a lavorare nel mondo del fashion per puro caso, altri hanno fatto una gavetta molto lunga e faticosa. L’elemento importante di queste storie di successo è che oggi sono tali proprio perché i protagonisti non si sono persi d’animo davanti alle difficoltà (c’è chi è stato anni prigioniero in Egitto), convinti delle proprie capacità creative e con la voglia di realizzare il proprio sogno.

La storia di sette stilisti italiani famosi: dagli esordi al successo.

 

Valentino Clemente Garavani, ovvero semplicemente Valentino.

Valentino è uno degli stilisti simbolo del Made in Italy. Ed è anche forse uno dei pochi che ha avuto le idee molto chiare fin da piccolo. Infatti si racconta che Valentino Clemente Ludovico era attratto dalla moda fin dalla tenera età e per questo al momento di scegliere gli studi si è iscritto alla Scuola di figurino a Milano, mentre pensava già di trasferirsi a Parigi in quanto fulcro della moda europea. Infatti una volta finita la scuola  a Milano, ha iniziato subito il suo praticantato in Francia, dove fu allievo di maestri come Jacuqes Fath, Balenciaga, Guy Laroche e Jean Desses. Negli ’60 decide di rientrare in Italia e il resto è storia. Dopo la sua prima sfilata a Firenze, nel giro di pochi anni si ritrova ad essere considerato il re della moda. La vera svolta arriva quando alla fine degli anni sessanta disegna l’abito di nozze per Jacqueline Kennedy. Dopo una lunghissima carriera che lo ha consacrato come il decano della moda, nel 2007 ha lasciato l’attività creativa.

 

Giorgio Armani, oggi Re Giorgio.

Colui che oggi nel mondo della moda è chiamato Re Giorgio, poteva essere un medico! Giorgio Armani infatti era iscritto alla facoltà di Medicina a Milano, finché non decide di lasciare l’università e di lavorare alla Rinascente come vetrinista e poi come buyer. Grazie a questo lavoro viene notato da Nino Cerruti, il quale decide  di assumerlo alla Hitman, la sua azienda di abbigliamento maschile. L’epoca d’oro di Armani arriva negli anni ’80: i suoi vestiti vengono indossati dalle star di Hollywood sia nei film sia agli eventi mondani. Da quel momento Giorgio Armani si afferma come uno degli stilisti più famosi del mondo, tanto che Forbes l’ha definito lo stilista italiano di maggior successo. Giorgio Armani è stato anche il primo stilista a non utilizzare le modelle super magre, il primo a rendere l’alta moda accessibile a tutti aprendo la catena Emporio Armani ed il primo ad occuparsi anche di abbigliamento sportivo. Attualmente ha più di 50 boutique con il suo nome nel mondo, a cui si aggiungono i negozi Emporio, Jeans e quelli dedicati alla casa. Il suo patrimonio oggi lo ha inserito al quinto posto nella lista degli uomini più ricchi d’Italia.

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La storia degli stilisti italiani di successo

Miuccia Bianchi: la deus ex machina di Prada.

Miuccia Prada rientra tra le figlie d’arte… o quasi! Il suo vero nome infatti è Miuccia Bianchi, nipote da parte di madre di Mario Prada fondatore della casa di moda. Prima di accettare il suo destino però Miuccia ha studiato Scienze Politiche e poi recitazione a Milano. L’azienda Prada acquisisce la nomea di oggi solo a partire dagli ’70. L’impero Prada si è però consolidato soprattutto negli anni ’90, quando dalle borse si è passati al prêt-à-porter, anche con l’aggiunta di alcune linee giovanili. La Deus ex machina della vera metamorfosi dell’azienda da impresa artigianale a commerciale è proprio Miuccia, oggi designer e proprietaria del gruppo .

 

Donatella Versace: la più amata dalle star americane.

Se ci sono degli stilisti italiani particolarmente amati tra lo star system americano, questi sono Gianni e Donatelle Versace. Alla morte del fratello, Donatella è dovuta passare in prima linea in azienda e guidare tutto l’aspetto creativo. Donatella, in lutto, non si tira indietro difronte a tale ruolo ricco di responsabilità e porta avanti il sogno del fratello. Anzi, è grazie proprio alla sua grande creatività che l’azienda è riuscita a superare ben due crisi: la prima dopo la morte di Gianni e la seconda una crisi finanziaria agli inizi degli anni 2000. La casa Versace infatti, grazie a Donatella, proprio a partire dagli anni ’80 comincia a far sfilare sulle passerelle con i propri abiti e le nuove collezioni, personaggi famosi, legati al mondo della musica e del cinema, anziché semplici modelle. Star come Madonna e altre celebrità hanno così reso il nome Versace il marchio italiano più famoso al mondo. 

 

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Dolce e Gabbana: dalla storia d’amore al business.

Dolce e Gabbana sono gli stilisti più giovani fra tutti quelli che abbiamo citato fino ad ora. Dolce nato a Palermo e Gabbana a Milano, si incontrano nella casa di moda per cui entrambi lavoravano. La loro relazione nasce prima come rapporto sentimentale e poi si trasforma per diventare un rapporto anche professionale. I due infatti lasciano quasi subito la casa di moda e si mettono in proprio, ma il successo fatica ad arrivare a causa dei pochi soldi che possono investire nella promozione. La svolta arriva negli anni ’90 quando i due fanno una scelta azzeccata dal punto di vista dell’immagine e decidono di legare il loro stile alle radici siciliane di Dolce. Da lì a poco i loro abiti iniziano ad essere portati dalle grandi star e personaggi famosi e Dolce e Gabbana diventa un brand internazionale che conquista sia gli Stati Uniti sia il Giappone. Il New Yorker scriverà su di loro “Dolce e Gabbana sono quello che era Prada negli anni ’90 e Armani negli anni ’80”. Neanche la fine della loro storia sentimentale nel 2005 ha fatto traballare il successo della loro azienda, tanto che oggi il loro marchio è quello più quotato a livello economico nel mondo della moda italiana.

Mariuccia Mandelli: meglio conosciuta come Krizia.

Cosa sarebbe successo se Mariuccia Mandelli non avesse realizzato i suoi sogni? Probabilmente oggi farebbe la maestra e noi ci saremmo persi tutte le sue fantastiche creazioni di moda. Di origine bergamasca, Mariuccia Mandelli, aveva sempre avuto una particolare attitudine per la moda e la creazione di capi d’abbigliamento. La famiglia però la persuade a lasciare il sogno nel cassetto per intraprendere una strada professionale più tradizionale, ovvero quella dell’insegnamento. In un primo momento decide di seguire i consigli della famiglia e diventa infatti maestra elementare. La sua passione però non le dà pace, quel sogno vuole proprio uscire dal cassetto per essere realizzato! Negli anni ’50 lascia il lavoro stabile da maestra e si butta nel mondo della moda. Nasce così il primo laboratorio Krizia a Milano. 

 

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Ottavio Missoni: una vita straordinaria.

Ottavio Missoni, detto Tay, ha una storia davvero fuori dal comune e ricca di emozioni contrastanti. Da ragazzo si dedica allo sport, in particolare all’atletica leggera. Il suo talento lo porterà a praticare atletica a livello agonistico e a gareggiare nella nazionale italiana. In seguito partecipa alla battaglia di El Alamein e viene fatto prigioniero, passando i successivi 4 anni in un carcere in Egitto. Nel 1946 riesce a tornare in Italia e a riprendere la sua vita normale, fatta di studio e attività sportiva. La svolta arriva quando conosce la sua futura moglie, Rosita Jelmini, e insieme decidono di fondare l’azienda di moda Missoni.  Negli anni ’60 gli abiti Missoni iniziano ad apparire sulle riviste di moda e sarà la giornalista Anna Piaggi, famosi per le doti di talent-scout, che farà crescere l’interesse nei confronti di Ottavio e Rosita. Dopo il successo della prima sfilata a Milano, i Missoni vengono invitati a far sfilare le loro collezioni a Palazzo Pitti. L’esperienza di Firenze viene ricordata per un famoso episodio che gli costerà i successivi inviti a Palazzo. Rosita infatti, poco prima che le modelle uscissero in passerella, si accorge che non portano l’intimo adatto ai vestiti quindi decide di farle sfilare senza intimo. Le luci delle passerelle rendono i capi in maglia trasparenti, facendo scandalo. L’idea infatti non viene capita e i Missoni non vengono più invitati al Pitti. Peccato che nello stesso anno Yves Saint Laurent a Parigi lancia il suo celebre nude look con grande successo. E’ proprio a Parigi che Ottavio e Rosita hanno il primo grande successo che li lancerà su scale internazionale e che li porterà ad aprire la prima boutique a New York.

 

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