Grafica Pubblicitaria: il successo lavorativo di Cristian

Cristian è un ex allievo del Corso di Grafica Pubblicitaria e recentemente ha raggiunto un importante traguardo: dopo aver frequentato il Corso di Formazione ed aver trovato lavoro, è stato contattato per esporre un suo elaborato – un packaging di una confezione di cibo per cani – presso la fiera IPack-Ima 2018 di Milano.

Lo abbiamo incontrato per chiedergli come si è svolto tutto il percorso da dopo il Corso di Grafica fino alla tanto attesa proposta.

Ciao Cristian, allora come è iniziato tutto? 

Io (lo ammetto) ho la fortuna di lavorare nell’azienda di PetFood di mio padre, il quale per un breve periodo si appoggiò ad un’agenzia grafica per la creazione del logo e di un’idea su come sarebbe potuta diventare la nostra immagine. Breve periodo, si perché nel frattempo stavo frequentando ed ultimando il corso di Grafica. Tuttavia il nostro mangime aveva bisogno di un “vestito”, di un sacco destinato ai negozi ed inizialmente il Lavoro sarebbe spettato a quest’agenzia. Mio padre, probabilmente per i costi, o semplicemente per la fiducia che riponeva in me ha deciso di affidare a me questo lavoro.

Una doppia responsabilità quindi, come l’hai presa?

PANICO! Insomma, avevo appena finito il corso di Grafica e finché si trattava di materiale tipografico quali Etichette, Flyer, Cataloghi e Listini, andava tutto bene, avevo piena libertà, a patto che mantenga pero’ l’idea originaria fornita dall’azienda grafica.

Sì ma come potevo fare io? Appena ho preso contatto con l’ufficio di SoulPack (azienda di Packaging) hanno iniziato a fornirmi diversi problemi su come, a differenza della tipografia, la stampa in questione sia diversa. In questo caso avevo un limite massimo di colori da utilizzare (8), avevo da considerare i punti di saldatura del sacco, le pieghe, le zone leggibili, le dimensioni consentite, indicazioni di legge obbligatorie.

Insomma prima di procedere con la parte grafica ho dovuto studiare la composizione del sacco (Triplice in alluminio con saldatura a K), quali fossero i metodi di lavorazione di questo, scoprire che per ogni elemento grafico c’era la necessità di costruire un impianto, poiché lavorano con lastre e siccome il mangime viene insacchettato da un’altra azienda, dovevo mettermi in contatto anche con essa e rispettare anche qui degli spazi necessari alla stampa della scadenza e del lotto.

E il lavoro in cosa consisteva a livello di progettazione?

Dunque, noi abbiamo 8 referenze :

– Salmone, Tacchino, Agnello [Specialità]

– Mini, Medium, Maxi [Mantenimento]

– Medium, Maxi [Puppy]

Sarebbe stata una follia (economicamente parlando al momento) creare 8 sacchi diversi, e qui è sorto il primo problema, ma che ho risolto in questa maniera:

Le Specialità hanno un colore di sfondo Arancione/Ocra;

Il Mantenimento ha un colore di sfondo Verde;

Il Puppy ha un colore di sfondo Azzurro;

Quindi per ogni tipologia ho mantenuto il colore di sfondo di appartenenza, sul retro ho inserito la composizione della stessa categoria, sul fronte invece ho lasciato uno spazio vuoto, questo perché in seguito ho creato una semplice etichetta adesiva che identifichi il prodotto (Salmone, Tacchino, Agnello…).

Hai riscontrato problematiche durante la fase di sviluppo?

Purtroppo sì! Siccome i nostri prodotti sono identificativi grazie ai colori, per rispettare l’idea iniziale ho lavorato al meglio, l’azienda però ci ha chiesto un colloquio in sede. Durante quest’incontro ci è stato detto che per la realizzazione di tale progetto abbiamo usato 28 colori e non 8!

Questo significava un dispendio economico maggiore, un dispendio tempistico maggiore e per me ricominciare quasi da capo dopo un mese e mezzo di lavoro. A questo punto ho lavorato come loro avevano consigliato, ovvero eliminare i colori ed utilizzarne uno per le descrizioni… Il risultato? INGUARDABILE.

Insomma non era il progetto iniziale, non rispettava minimante l’idea iniziale e non era più il nostro prodotto. Così dopo lunghe riunioni in azienda su come procedere, sono riuscito a convincere tutti nel mantenere il nostro progetto. Anche perchè la differenza di costi non era poi così allarmante come sembrava.

E poi cos’è successo?

Ricominciai nuovamente! Dopo circa 3 mesi avevo finito, erano finite le numerose mail di verifica, numerose mail dove alla fine dovevo rileggere ogni parola, ogni virgola affinché i testi fossero corretti, poiché una volta creato l’impianto non si torna indietro.

Quando i sacchi furono pronti (verso i primi di giugno di quest’anno) ci recammo in azienda a ritirarne qualcuno, per poter iniziare a vendere il nostro prodotto con il nostro sacco (che aveva subito diversi ritardi); tuttavia il sacco presenta alcune imperfezioni dovute alla stampa ma questi difetti li ha notati solo un occhio “grafico”, difetti che anche la stessa azienda in seguito ha riconosciuto ma che nel complesso non rovinano affatto il risultato finale.

Durante questo periodo l’azienda ci ha contattato diverse volte per dirci che i clienti che si presentavano nella loro sede si soffermavano molto sul nostro sacco, e che ne rimanevano molto colpiti, finché a settembre abbiamo ricevuto un e-mail nella quale mi hanno chiesto il permesso per esporre le confezioni in questione presso la Fiera Ipack-Ima 2018 a Milano, ribadendo che la grafica era risultata di grande impatto.

Un vero successo, bravissimo! Ancora una domanda, che consiglio daresti ai nostri futuri allievi di Grafica Pubblicitaria che decidono di farne una professione?

Io mi ritengo fortunato: ho terminato il Corso di Grafica Pubblicitaria e ho avuto subito l’opportunità di lavorare per l’azienda di famiglia, ma questo non mi ha mai fermato dal prendere lavori anche come Freelance. E comunque il fatto di far parte a livello familiare dell’azienda nella quale lavori, non rende nessuno un Grafico Pubblicitario professionista; perciò formatevi e continuate a studiare per migliorarvi sempre, tenetevi soprattutto aggiornati sulle nuove tendenze grafiche in circolazione. Inoltre ricordatevi che da qualche parte bisogna iniziare, perciò anche lavori più piccoli o ritenuti “di poco conto” possono dare enormi soddisfazioni!

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