Accenni di teoria del colore per web designer professionisti

La teoria del colore e le sue regole, se ben padroneggiate, sono l’arma segreta di ogni web designer.

Ogni sito web ha come finalità ultima quello di vendere qualcosa, a prescindere da cosa sia questo qualcosa. Vendere un prodotto, un’esperienza, un’idea, persino vendere pubblico. L’importante, quindi, è riuscire a catalizzare l’attenzione del visitatore. Per farlo, lo strumento più immediato e potente – perché spesso inconscio – è un sapiente uso del colore. Per questo motivo ogni web designer che si rispetti deve conoscere a fondo la teoria del colore.

Cos’è la teoria del colore

teoria del colore

La teoria del colore comprende tutti quegli studi sull’uso ottimale dei colori, sul modo migliore di combinarli tra di loro e sugli effetti che suscitano nell’osservatore. Lo strumento fondamentale è la ruota dei colori, una ruota composta da 12 colori fondamentali. Per imparare a padroneggiare la teoria del colore, la prima cosa da fare è imparare la differenza tra colori primari, secondari e terziari. I colori primari sono tre, e sono il rosso, il blu ed il giallo. Sono quelli dai quali non si può prescindere e che, mescolati tra loro, danno vita all’intera gamma di colori. I colori secondari sono invece quelli ottenuti mischiano due colori primari. I terziari, infine, si ottengono mescolando un colore primario con uno secondario.

Come abbinare i colori sul web

fonte: www.my-tutor.it

Fonte: my-tutor.it

Quando si progetta un sito web, la parte cromatica è estremamente importante. Ci sono una serie di schemi di colore tra cui scegliere. Uno schema di colore è una combinazione di colori che si basa sul modo in cui questi sono posizionati sulla ruota del colore. Se non si opta per uno schema monocromatico (una sola tonalità in tutti i suoi valori), infatti, si può scegliere di abbinare i colori sulla base del principio della complementarietà: vale a dire abbinare ogni colore con il suo opposto sulla ruota dei colori. Ogni colore primario ha come complementare il colore secondario ottenuto dalla somma degli altri due colori primari: così il giallo avrà come complementare il viola, ottenuto dal rosso e dal blu, il rosso avrà come complementare il verde e il blu avrà l’arancio. I colori complementari si esaltano a vicenda e sono la soluzione migliore per richiamare l’attenzione. In alternativa si può optare per una triade, un gruppo di tre colori a distanza uguale tra loro sulla ruota dei colori: l’effetto per cui si risaltano a vicenda è analogo, ma meno accentuato, e quindi visivamente più “morbido”. Ancora pù armoniosi sono i colori analoghi, vale a dire tre colori consecutivi sulla ruota dei colori.

La psicologia dei colori: colori caldi e colori freddi nel maketing

fonte: www.saramunari.wordpress.com

Fonte: saramunari.wordpress.com

La ruota dei colori può essere divisa perfettamente in due metà, una contenente i cosiddetti colori caldi, che comprendono i gialli, gli arancioni e i rossi, e l’altra contenente i verdi, gli azzurri e alcuni viola, chiamati invece colori freddi. I colori caldi sono stimolanti: è stato studiato che velocizzano il battito cardiaco ed il respiro. Per questo sono legati ad una dimensione emotiva e passionale, e sono l’ideale per tutto ciò che implica attività e che è connesso con il fare, con l’impulsività: sono perfetti per vendere oggetti, per indurre il consumatore ad acquistare. Al contrario i colori freddi implicano distacco, calma, riflessione. Sono più riposanti per gli occhi, ispirano fiducia ed eleganza, sono rassicuranti e sono l’ideale per istituzioni e tutto ciò che è connesso con l’idea di ecologia, ambiente, pulizia e salute. I saponi sono azzurri, il packaging del latte è sui toni del blu, i prodotti eco-friendly sono verdi.

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