Coca Cola: un tributo della moda

Rosso Valentino, rosso Ferrari o… Rosso Coca Cola. La moda si fa ispirare dalla cultura pop e la omaggia. Continua il viaggio di Area Domani nel mondo della sinuosa bottiglia di vetro che ha rivoluzionato ogni settore; dalla moda alla comunicazione, passando per il design alla fotografia!

Quando si parla di rosso e di cultura pop, di rosso e di fashion, le prime cose che passano in mente sono il rosso Ferrari e il rosso Valentino.  Ce n’è un terzo, però: è il rosso Coca Cola. Icona pop dagli anni ‘50 con le sue sinuose bottiglie di vetro la cui storia ha – di fatto – rivoluzionato la storia del design internazionale, ancora oggi domina incontrastata la scena dei settori più diversi, oltre a quello delle bevande gasate. Perché parliamo di Coca Cola? Semplice: se si pensa alla fresca bevanda americana, la mente non va soltanto alla confezione di lattine da sei in bella vista al supermercato, ma va anche – e soprattutto – alla comunicazione, al design, alle passerelle della moda, per finire poi nelle vetrine dei negozi e -perché no- nello store cokestyle per un po’ di shopping firmato Coca Cola.

 

Moda e Coca Cola: amiche o nemiche?

Moda e Coca Cola. A primo impatto, questi due termini non potrebbero sembrare più antitetici di così. Cosa c’entra la famosa bevanda gasata, tutta zuccheri e anidride carbonica e – diciamocelo – non esattamente un toccasana per la linea, con il mondo dell’alta moda, che da sempre ha fatto della forma perfetta la sua religione assoluta, il suo sine qua non, il suo vincolo imprescindibile? Cosa lega, insomma, una collezione che si identifica in una taglia 40 con una bevanda da sempre, nell’immaginario collettivo, associata all’obesità? Riuscire a conciliare le due cose rappresentava senza dubbio una sfida. La Coca Cola, però, le sfide non le ha mai temute: sono sempre state, anzi, motivo per rinnovarsi, per fare un salto di qualità. Una spinta per migliorare se stessa. La grande svolta, in questo caso, avveniva 96 anni dopo la sua creazione, avvenuta nel lontano 1886 ad opera di John Pemberton.

 

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Coca Cola Light: la strada verso il sodalizio con la moda

Era il 1982 quando, negli Stati Uniti, veniva lanciata la Diet Coke, affine alla sorella più nota ma che, a differenza di quest’ultima, eliminava gli zuccheri, sostituendoli con particolari edulcoranti. La bevanda gasata più famosa al mondo diventava così una bibita a zero calorie, spazzando via le remore delle donne attente alla linea e alla forma fisica e conquistando nuova fiducia in una grossa e importante fetta di pubblico. Un anno dopo, nell’83, veniva lanciata, con il nome di Coca Cola Light, anche in Italia, patria dello stile e del fashion, terra natia di stilisti e case d’alta moda. Nascevano così i presupposti per un sodalizio che, negli anni a venire, si sarebbe consolidato sempre più. La Coca Cola, del resto, nei primi 100 anni della sua vita è diventata una vera e propria icona, un simbolo universalmente riconosciuto. Amata e criticata, presa a modella e imitata da tanti, si è imposta nel tempo non solo sul mercato delle bevande gasate, ma addirittura nella cultura pop. E qual è la grande ambizione di ogni stilista se non quella di vestire un’icona pop?

 

L’alta moda veste Coca Cola

Cento anni per diventare un’icona, altri venti affinché le firme più prestigiose del mondo del fashion decidessero che sì, la famosa bottiglietta poteva essere una modella all’altezza delle tante top a cui erano abituati. A cinque lustri dal lancio della bibita a zero calorie sul mercato italiano, nel 2003 fu Fiorucci a stringere il primo accordo con Coca Cola. Lo stilista milanese ridisegnò la veste grafica della bottiglia con colori e forme tipiche del suo brand, ispirati ai principi dell’allegria e della freschezza. Principi che, a ben vedere, sono esattamente gli stessi valori dell’azienda con cui rinnoverà la partnership anche l’anno successivo, per il progetto “Love Therapy”. Una volta sdoganata la collaborazione tra Coca Cola ed alta moda, negli anni successivi sono stati tanti – e importantissimi – i nomi che hanno deciso di lanciarsi nell’impresa. Da Roberto Cavalli che, nel 2008, disegnò tre diverse bottiglie in edizione limitata, a Zac Pohsen e Manolo Blahnik, che decise di fare altrettanto firmandole e decorandole con i suoi famosi stiletto.

 

Fonte: http://www.instyle.mx/

Coca Cola per il sociale, Coca Cola come Barbie

Il biennio decisivo per il connubio tra il mondo della moda e la Coca Cola è stato però quello 2009-2010. In quel periodo, l’azienda americana mise a punto una collaborazione con otto grandi firme del fashion, e l’occasione fu delle più encomiabili: si trattava infatti di una campagna di solidarietà a favore delle popolazioni colpita dal terremoto in Abruzzo. Consuelo Castiglioni, Veronica Etro, Alberta Ferretti, Rossella Jardini, Angela Missoni, Anna Molinari, Silvia Venturini e Donatella Versace sono le otto donne che hanno disegnarono le 32 bottiglie (quattro per ogni brand) che sfilarono in passerella durante la Milano Fashion Week per poi essere battute all’asta affinché il ricavato fosse devoluto in beneficenza. Successivamente, 8 delle 32 originarie vennero messe in vendita in edizione limitata. Coca Cola si rese protagonista della Fashion Week anche l’anno successivo. Nel 2010, infatti, tre case di moda del calibro di Armani, Ferragamo e Ferré, accettarono di mettersi in gioco e di cogliere l’inusuale sfida di vestire – letteralmente – la bottiglia più famosa al mondo. In questa occasione ne vennero infatti riprodotte copie di 1.80cm, anche in questo caso messe all’asta per devolvere gli incassi alla ricerca contro la fibrosi. Sulla scia di questo successo, negli anni successivi anche Marc Jacobs, Moschino e Trussardi hanno scelto di disegnare per Coca Cola.

 

Fonte: http://www.corriere.it/

 

Esattamente come un’icona pop in carne e ossa, quindi, la Coca Cola si è lasciata vestire di stoffa e accessori, come fosse una nuova barbie a misura di stilista. Un simbolo, prima ancora che una bevanda, a cui far indossare le proprie creazioni più importanti, esattamente come fosse una top model. Con una differenza: la famosa bottiglietta, a differenza delle altre, non invecchia. E continua a dimostrare i suoi 130 anni divinamente. Come una vera icona, lei sì che è davvero intramontabile.

 

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