Coworking: gli spazi di lavoro più innovativi

Innovazione, design, networking, fermento creativo: sono gli input di cui ogni freelancer o azienda ha bisogno per crescere ed andare avanti. Un luogo in cui far germogliare le idee e i pensieri che frullano nella testa in piena libertà ma confrontandosi con gli altri: ecco che cos’è un co-working.

 

Essere un freelancer è una pacchia. Lavorare in un’azienda è meraviglioso. Ovvio. Nessuno però parla della psicosi da solitudine di chi lavora da casa (del tipo “hei amico, hai visto che bellissimo articolo? Si, lo so! E’ una gran figata” o quando, dopo il complimento di un cliente, ti batti il cinque da solo) o la voglia di vedere altre facce perché, in azienda, l’idea proprio non salta più fuori, insomma quando hai bisogno di aria!

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Cosa fare allora quando si ha bisogno di un po’ di sano confronto e di networking? Il coworking è la risposta. Cosa fare quando hai bisogno di trovare nuovi clienti oppure nuovi stimoli lavorativi, formarti sulle ultime novità del tuo settore? Il coworking è la risposta. Se hai bisogno di nuove idee o sei sempre in viaggio e hai bisogno di un ufficio temporaneo? La risposta è sempre la stessa.

Il coworking sembra essere la risposta a qualunque tipo di bisogno: è lo Shiva dei digital workers. Uno stile lavorativo, un approccio alla creatività che fa della collaborazione, della conversazione e del confronto il nucleo attorno al quale si costruisce una comunità, una famiglia che, nello stesso luogo, riesce a mettere cuore ed anima in progetti condivisi anche se non di propria competenza. Un ambiente lavorativo nel quale non è più la singola testa a ragionare ma un insieme di menti che collaborano al fine di rendere un’idea unica con cento approcci diversi provenienti da cento diverse professioni e competenze

Che cos’è un coworking

Immagina di essere Alice e di essere riuscito quasi ad arrivare ad afferrare la coda del Bianconiglio. Ecco, ci siamo: il passaggio è lì davanti a te: che fai? Entri o non entri? Ecco, questa è la sensazione di chi, per la prima volta, si trova di fronte all’entrata super-figa di un coworking! Niente di più entusiasmante: l’energia che vibra nell’aria, le idee che saltano fuori come conigli dal cilindro di un mago (giusto per restare in tema fattoria-ia-ia-oh), le persone più fighe che tu abbia mai visto! Ecco, ora svegliati, il sogno è finito. Torna alla realtà!

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Un coworking più che un luogo, è -come dicevamo- una filosofia. Nessuna delle 101 storie zen esistenti riuscirebbero a spiegare come riuscire a districarsi fra le mille difficoltà che un lavoratore moderno deve affrontare: costi esorbitanti degli uffici, clienti difficili, idee che -per via dello stress e del poco tempo a disposizione- scappano via come cavalli imbizzariti. Lavorare in un coworking ne risolve una parte, aggiungendo tutti i vantaggi di avere a disposizione tante professionalità diverse che possono apportare valore aggiunto ai progetti che hai in cantiere.

Un coworking è uno spazio collaborativo dove i lavoratori trovano una rete, una comunità, di professionisti operanti in settori differenti dal proprio che mettono a disposizione le proprie competenze per creare valore aggiunto.  

E se non in un coworking, dove il design può trovare espressione? Qui il fermento creativo, la valanga di conversazioni e di confronti, le idee, i pensieri si esprimono attraverso un’architettura fatta di pure relazioni. Qui la collaborazione si fa funzionale alla creazione degli spazi personali dei lavoratori, le esigenze del singolo si fanno risposta da parte della comunità. La progettazione di spazi collaborativi, ambienti di insieme che facilitano lo scambio tra personalità così differenti da creare scontro ed incontro, testa e cuore così diverse che si mettono in modo per cercare nuovi modi di approcciare al problema che diventa stimolo collettivo.

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Aperti spesso 24 ore su 24 e 8 giorni su 7, i coworking sono quindi spazi funzionali dove il design regna sovrano: ambienti in comune, sale relax e luoghi dove riunirsi per collaborare. Il must è quindi open-space che diano ampio respiro alle idee, colori che stimolino l’intelletto e una comunità che realizzi tutti i meravigliosi propositi che ci si pone una volta varcata la soglia con l’iscrizione “Perdete ogni negatività, o voi che entrate. Questo è un luogo dove il ping pong, il calcetto e la playstation sono di casa”: perché la componente ludica è fortemente legata al piacere di lavorare assieme e cementa il rapporto con i singoli professionisti che abitano il coworking. Si, abitano: perché il coworking, in fin dei conti, è una vera e propria casa per chi ci passa tanto tempo e trova un ambiente (e delle persone) che può chiamare famiglia.

Perché lavorare in un co-working?

Scegliere di lavorare in un coworking è come andare in chiesa o a scuola: te ne scegli uno, ti scegli il tuo posto e speri che ti siede accanto sia abbastanza simpatico e non il bulletto di turno. Insomma, è una questione anche di fattore C! Comunque, chiunque ti capiti accanto, tranquillo: gli spazi di coworking solitamente sono frequentati da gente a posto che ama quello che fa. Insomma, i frustrati e gli attaccabrighe si tengono alla larga da luoghi che attirano startupper, professionisti che fanno dell’arte del tirare fino a tardi a lavorare una ragione di vita ed artisti della creatività con una nuova idea pronta ad esplodere.

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Lavorare in un coworking, solitamente orientato verso i lavoratori freelance, come ad esempio un web designer o un fotografo, più che verso le aziende (anche se avere una postazione in uno spazio collaborativo di altre città è spesso una risorsa molto utile per un’impresa per ovvi motivi a prezzi molto diversi da quelli di un ufficio canonico), è quindi una scelta ben definita. Quali sono le motivazioni che spingono qualcuno ad abitare in un coworking?

  • per avere un luogo di lavoro finalmente come piace a te
  • spesso i coworking sono posizionati strategicamente rispetto ai mezzi pubblici ed uffici: un aspetto da non sottovalutare per ricevere eventuali clienti e/o partner lavorativi
  • per avere sempre a disposizione un network, una comunità di professionisti con competenze differenti e pronti (se si ricambia, ovviamente) a collaborare
  • non esiste collaborazione senza spirito di confronto: se metti testa e cuore in quello che fai hai un bisogno disperato di respirare aria di coworking;
  • hai la necessità di imparare ad ascoltare, collaborare e confrontarti;
  • la tua esigenza è quella di uno spazio di lavoro ma anche di relax, di divertimento.

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Insomma, scegliere un coworking come proprio spazio di lavoro equivale a scegliere di lavorare in una web agency: i consigli da seguire sono più o meno gli stessi.

Gli spazi di coworking più innovativi

Per i nomadi digitali (quei folli a cui, in poche parole, basta una connessione, un portatile e una tazza di caffè per vivere), e non solo, il coworking è il posto ideale dove lavorare. Il design, però, trova qui una delle massime espressioni della funzionalità. Grandi open space dove una postazione è un’isola felice in mezzo ad un mare di altre scrivanie e i coworkers (gli Umpa-lumpa che abitano il coworking) amici poco immaginari e tanto collaborativi con cui creare e sperimentare. Quali sono i coworking più innovativi al mondo dove tutta la magia prende vita?

Zen Design: i coworking dell’anima

Cerchi pace, calma interiore e un luogo dove ti attende un cartello con su scritto “Qui lo stress non può entrare”? Allora a Bali, in Indonesia, c’è il posto perfetto per te. Si tratta del coworking Hubud dove, a poca distanza da una foresta popolata di scimmie, uno spazio dai materiali più zen che si possano concepire (come il bambù, ad esempio) ti attende. Pare servano caffè organico ed altre leccornie simili, insieme al miglior segnale wifi della zona.

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Un altro esempio è a Panama: al di là dell’istmo sembra ci sia pace e serenità nel coworking di CocoVivo. Un luogo remoto dove, insieme al lavoro, possono essere svolte attività dedicate all’anima: escursioni a cavallo, raccogliere frutta (si, hanno alberi da frutto) o saltare da un trampolino gonfiabile. Manca qualcosa per non cominciare a lavorare immediatamente a CocoVivo? Magari un’altra opzione! Come conoscere il coworking BoxJelly, alle Hawaii, che fa sua il mood di vita delle dolcissime isole e lo applica al proprio concetto di lavoro. Aloah, worker!

Filosofia Urbana: design coworking per eccellenza

Se ti piacciono le atmosfere urban e la semplicità di un open space piacevolmente immerso nella natura metropolitana, allora questo tipo di coworking fa per te. Quando non si riesce a fare a meno dell’adrenalina del traffico del lunedì mattina, del caffè al sapore di macchinetta da uffici e l’aria da milanese imbruttito, ecco che in Massachussetts nasce il Brooklyn Boulders. Uno spazio di lavoro che comprende una parete da arrampicata, corsi di yoga ed ambienti totalmente dedicati alla filosofia del climbing come stile di vita. Una figata, ammettilo! Altri coworking che cavalcano the same wave sono in Colombia con l’Urban Station.

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Se, invece, sei un tipo alla Starbucks and Apple (Martini) – insomma un vero geek, si fa per dire, gli occhiali ti stanno benissimo! – la semplicità di spazi di lavoro come i londinesi Winkley Studios che recupera l’arredamento dalle vecchie scuole oppure Club House che si ispira all’atmosfera dei vecchi club londinesi per signori facoltosi modernizzandone il concetto, come suggerisce il nome.

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Parlando di coworking e design, però, è impossibile tralasciare un esempio tutto Made in Italy come il Talent Garden, da un’idea del giovanissimo Davide Dattoli. Spazi creativi disseminati in tutta Italia (e qualcuno anche in Spagna e in giro per l’Europa) il cui grido di battaglia è la formazione di talenti ed innovazione. Un design che mira a creare un’ecosistema di collaborazione, una rete di professionalità e un’architettura conversazionale dove far crescere le idee. Ti ricorda niente?

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