5 consigli per lavorare in una Web Agency

5 consigli per lavorare in una Web Agency

Diventare un digital worker e lavorare in una web agency non è facile. Ecco tutto quello che devi sapere prima di lanciarti in questa avventura.

Mamma, ho trovato lavoro in una web agency! 
Bravissima tesoro. Significa che ti pagheranno per stare su Facebook tutto il giorno o per scrivere un articolo sui pannolini del bambino di Belen?

Ecco la verità. Va più o meno così in tutte le famiglie di chiunque ha voglia di lavorare in una web agency. Ancora oggi, se si dice che il sogno nel cassetto dei calzini puliti è quello di andare a lavorare in un’agenzia di comunicazione, le domande e le perplessità sono più o meno quelle. E la tristezza che pervade l’aspirante digital worker è la stessa di quella del nonno che scopre che è arrivata l’ora di mettere la dentiera!

Immaginiamo, però, che qualche volta (non ci speriamo troppo!) i sogni si realizzano e che la fata dei dentini – non quelli del nonno – munita di una maschera anti-gas decente abbia deciso di darci una mano.

Fatti i corsi giusti, inviati circa ventimilaquattordici curriculum formato europeo, eschimese, nord-coreano e kamchatchiano, con allegate foto in bikini, trikini e con la vestaglia della nonna, finalmente arriva un’email con oggetto “web agency lavora con noi”. Mondiè, forse ci siamo!

5 consigli per te

5 consigli per lavorare in una Web Agency

Keep calm and… cerchiamo di capire quali sono i consigli che possono essere utili per lavorare in una web agency per i folli che hanno deciso che il digitale è la loro casa e vogliono aiutare (che qualcuno aiuti loro!) le piccole e medie imprese ad abitare il web in modo corretto.

#1. La formula magica? Collaborazione, confronto e comunicazione

Non esiste migliore comunicatore di quello che sa, prima di tutto, ascoltare. Spesso, il problema del capire come lavorare in una web agency è proprio quello di saper comunicare. Ascoltare è fondamentale: ascoltare le idee, le proposte, le critiche. Ascoltare tutto (e tutti). E tenere tutti in considerazione, anche lo stagista, perché non si sa mai da chi può venir fuori l’innovazione e chi, esattamente come un’eruzione improvvisa, colpirà la creatività!

“Tutto è migliorabile”, diceva un vecchio saggio, ed è confermato da studi, prove, controprove: la vera chiave del successo è la collaborazione. Fare squadra è la differenza che distingue una pessima agenzia da quella che fa real value per l’utente (e l’azienda che commissiona le campagne di web marketing). Sapere di poter contare l’uno sull’altro, senza la paura del fallimento, è fondamentale.

  • Mostrarsi realmente interessati alle osservazioni dell’altro;
  • Alleggerire (senza che diventi un’abitudine!) il carico di task facilitando il flusso di lavoro;
  • Avere sempre un sorriso o una parola gentile per un successo (o insuccesso) dei colleghi

Il karma digitale ripaga sempre, indistintamente dalle congiunzioni spazio-temporali, chi è gentile, collaborativo e sa costruire relazioni proficue attraverso un sano dialogo fatto di rispetto, motivazione e passione.

#2. Darsi (e dare) dei limiti

Quando si decide di lavorare in un’agenzia di comunicazione sicuramente non si sta scegliendo un lavoro convenzionale né per competenze né per orari. Lontani dalle 8 ore canoniche di un impiego statale (o le sei prospettate dalla Svezia), il mondo del digitale è fatto di impegni, scadenze, task. È tutto un corri, corri (Miguel Bosé docet) e un fai presto, porta il caffè altrimenti la morte – ndr. creativa – è certa. Anche e soprattutto perché per i clienti tutto è urgente (tranne il pagamento delle fatture)!

Il lavoro in una web agency, quindi, è regolato dal buonsenso: darsi dei limiti, degli orari di massima e delle scadenze da rispettare diventa fondamentale sia per la propria sanità mentale ma anche per la propria reale produttività.

Se da una porta voglio far passare in contemporanea 40 persone, prima o poi, cadrà l’intero palazzo. Indi ragion per cui… investire parte del proprio tempo ad organizzare, pianificare e suddividere in task il lavoro non è una perdita di tempo ma un modo sicuro per evitare di far sì che tutto si sovrapponga e che la notte diventi, invece che il momento per riposare, quello per le crisi di panico.

E’ importante anche dare dei limiti ai clienti, ai capi, ai collaboratori e alla creatività.

  • Il sabato, la domenica e le feste comandate (almeno) cercare di godersi qualche momento libero è un comandamento, non una libera scelta!;
  • Imparare a dire di no, a leggere le email il lunedì mattina e ad assumere pillole di …enza;
  • Le urgenze possono aspettare: nel digitale non si opera a cuore aperto ma a mente fresca.

#3. Si può imparare… tutto!

Lavorare con una web agency significa per prima cosa imparare. Sempre. Da chiunque. A cominciare dai clienti per finire alle risorse esterne. Aggiornarsi continuamente non è, infatti, soltanto seguire ottimi corsi (che sono, però, fondamentali!) ma anche confrontarsi ed apprendere con le diverse figure che orbitano intorno ad un progetto.

Le web agency italiane sono piene di talenti da cui apprendere, anche in quelle più piccole! Le dimensioni, nel web, non contano. Quello che dà vero valore ad una web agency sono i suoi collaboratori, le idee, i clienti e la passione che tutti quanti fanno fluire nel progetto.

Non si impara “solo” dalle persone, ma anche dai progetti. In un’agenzia di comunicazione, solitamente, ci si occupa di diversi ambiti e mai di un solo cliente (a meno che non si faccia parte di un team interno ad una singola azienda). Questo permette di imparare un po’ di tutto da ogni proposta di progetto a cui si collabora. Uno sfizio irrinunciabile per chi crede nello Stay Hungry, Stay Foolish.

#4. Ma dove vai se il valore non ce l’hai?

Quando si lavora in una web agency (o si collabora come freelance) si sceglie di farlo. Non è un lavoro come gli altri: è una questione di cuore. Certo, anche di tecnica (che si apprende soltanto frequentando uno o più corsi organizzati e preparati in un certo modo). Sopra ogni cosa, però, c’è la mente, la testa, la creatività e l’istinto. Da quelli non si prescinde. Questo lavoro, se non lo si fa con etica, con trasparenza e con rispetto verso il proprio lavoro e verso il cliente non vale molto. Anzi, non vale proprio niente.

La creazione del valore per il cliente è quello che spinge a scegliere il mondo digitale. La voglia di condividere, di comunicare e di dialogare per raccontare, scegliendo i giusti canali e la “lingua” degli utenti (magari con lo storytelling si può raggiungere il risultato che ci si prefissa), le attività dei clienti.

#5. Avere coraggio e sapere quando rischiare

Il coraggio, la curiosità e la voglia di superare i propri limiti sono la linfa vitale per chi si occupa di comunicazione. Superare le proprie paure e rischiare (sapendo quando farlo) senza troppa paura di fallire è una pratica che bisognerebbe esercitare ogni giorno, soprattutto mentre si lavora.

“Ma a quella cosa lì avevo pensato un paio di mesi fa…”, quante volte capita che questo pensiero passi per la testa? Tante, forse. Almeno una sicuramente. È importante ascoltare l’idea quando arriva, catturarla al volo (su un foglio volante, sulla carta igienica, su Evernote, ovunque vogliate… basta che la scrivete da qualche parte!) e confrontarsi con gli altri membri del team. Magari è una becerata, magari è la genialata che mancava.

Non bisogna mai dimenticare, poi, della propria voce e della propria professionalità! Contribuire alla discussione di un progetto, dare la propria opinione a volte anche non richiesta, bisogna osare qualche volta (mantenendo sempre la propria posizione ed il rispetto per il lavoro degli altri), esprimere un dubbio o una perplessità non ha mai ucciso nessuno, idee creative a parte. Al massimo, può cadere qualche braccio.

D’altronde, Game of Thrones ha insegnato tanto: al gioco del trono o si vince o si perde, non si partecipa. Quindi, un po’ di coraggio!

Il consiglio più grande per lavorare in una web agency? Non si diventa ricchi, il bianco (delle nottate passate a lavorare) diventerà il tuo colore preferito e il caffè il nettare degli dei da sostituire, per i più schizzinosi, con un bel tè.

Metterci il cuore, la passione e dedizione (ma non troppa). Sentire le farfalle nello stomaco è l’unico modo per fare questo lavoro, altrimenti lasciar perdere è sicuramente meglio!


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